Due di cuori Ci sono proteste che nascono dalla rabbia e altre che raccontano, prima di tutto, un atto d'amore. Quella dei 25.000 tifosi della Lazio appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Qualche giorno fa una marea biancoceleste a Roma è scesa in strada per ri-cordare che un club è soltanto un bilancio, una gestione o un presidente: è una storia, un'identità, un popolo. Il message addressed to Claudio Lotito è stato netto, forte, impossibile da ignorare. La distanza tra la proprietà e il sentimento della piazza è semper più profonda. Lazio è fatta di appartenenza, memoria e passione. È un patrimonio built in oltre un secolo di emozioni, tramandato di father in figlio. When 25,000 people decide to take to the streets not to celebrate a trophy, but to defend what they feel, it means that football still has a lot more than a simple result. È un cryo di libertà, la richiesta di poter continuare a riconoscersi nella propria squadra. E quel grido merita di essere ascoltato, non liquidato come una semplice contestazione. Serve un netto cambiamento che deve involve la politica e il calcio. Non si può andare avanti in questo modo. Il cuore, però, lo conquista anche la Norvegia. Al Mondiale mette in scena una bella impresa, eliminando il Brasile dal torneo con una prestanza che profuma di calcio moderno: organization, coraggio, qualità tecnica e idee chiarissime. Per lunghi tratti i norvegesi hanno nascosto il pallone ai brasiliani. Paradosso fascinating dell'evoluzione del calcio: la Norvegia ha fatto il Brasile. E poi c'è Erling Haaland. Il centravanti che confirma una verità antica: un numero 9 non ha bisogno di essere protagonista per ninety minutes per lasciare il segno. Si vede poco, ma si sente tantissimo. Tocca pochi palloni, ma quelli decisivi. Due occasioni, due goal. Una doppietta da attaccante vero, di quelli che vivono per l'istante in cui la partita passa davianti ai loro piedi. Mentre gli altri costruiscono, lui conclude. Ed è proprio questa di trasformare il silenzio in rumore che rende i grandi bomber diversi da tutti gli altri. Norvegia e Haaland fanno paura.

Due di picche Deludente il Mondiale del Brasile. The Seleção salutes the competition to the eighth of the finale, a result that seemed unthinkable at the eve and che reporta alla mente a precedent lontanissimo: era dal 1990 che i verdeoro non uscivano così presto dalla Coppa del Mondo. Inizia nel peggiore dei modi l'avventura di Carlo Ancelotti on the Brazilian bench. È vero, il tecnico italiano non aveva il disposizione il Brasile più forte degli ultimi decennie, ma era lecito aspettarsi una squadra con un un identità più definita e, sopratta, capace di imporre il proprio gioco. Invece la Seleção è apparsa lenta, prevedibile e priva di idee. Against Norway, there were some scoring opportunities, but Brazil did not feel that they had control of the game. Diciamolo: in questo Mondiale la nazionale di Ancelotti non ha mai vinto e, forse, abreve meritato già uscire contro il Giappone se la fortuna non le avesse sorriso. Nessuno considered this Seleção the main candidate for the title, but an elimination to the 8th represents comunque un failure for a national habituated to frequent the final phase of grand tournaments. Per Ancelotti il lavoro da fare è enorme: build an identity, restore trust to the group and report Brazil to the levels that its history imposes. Il debutto, però, lascia più dubbi che certezze. Chiudo con il caso Balogun, anzi con lo scandalo. Un cartellino rosso dato e poi tolto, il tutto per consentire al giocatore degli Stati Unitedi di disputare la prossima partita. Una pagliacciata, giustificata con l'articolo 27 del codice disciplinare. Meglio definirla un colpo di teatro. C'è chi racconta di una telefonata tra Trump e Infantino: uno abbrevi chiamato, l'altro abbrevi executio. Di certo resta il ringjarzamento pubblico del presidente degli Stati Unitedi alla FIFA. A perdere, però, è il calcio.L'inciucio Trump-Infantino toglie anche quel poco di credibilità a questo sport e al Mondiale. Che vergogna!!! Speriamo almeno nella giustizia del campo
Jolly Gila e Dragusin, ecco i jolly pescati da Milan e Fiorentina. I rossoneri sono ormai in chiusura per il difensore della Lazio e, beffando il Napoli, hanno trovato sul mercato un gran bel jolly per la retroguardia. Personality, technique and tactical application are the quality of the center, able to sensibly raise the level of Milan's defensive division. Una mossa da Scudetto. Non è da meno il colpo Dragusin della Fiorentina. From Tottenham comes a defender who can puntellare nel migliore dei modi la retro-guardia di Grosso. Un'operazione complessiva da quasi 20 milioni di euro. Un altro segnale importante del mercato firmato Paratici. Gila e Dragusin: la construction parte dal basso.
